Gli Zest di Carignano sono scorze di agrumi candite. Gli ingredienti sono soltanto le scorze e lo zucchero. Hanno la forma di stretti spicchi, lunghi quanto le dimensioni del frutto da cui sono tratti.
Territorio di produzione
La zona di produzione coincide con il comune di Carignano in provincia di Torino.
Metodo di preparazione
Gli Zest di Carignano si ottengono ancora oggi seguendo la ricetta di un confetturiere del XVIII secolo. Le scorze di arancio sono lasciate per 24 ore nell'acqua fresca affinchè perdano il sapore amaro. Sono, poi, immerse in acqua bollente, cotte leggermente sino a quando diventano croccanti. Infine vengono lavate.
Successivamente, le scorze sono inserite per due o tre volte in uno sciroppo zuccherino che viene portato a bollore quindi poste sopra un setaccio a seccare. Tale procedimento si ripete per otto giorni sino a quando si ottiene una canditura completa ed omogenea.
Storia
A Carignano la produzione degli zest risale è preesistente al XIV secolo e resta in voga fino alla fine del XVIII secolo. Gli zest sono menzionati (con il termine "gestes") in una lettera che la Duchessa Bianca di Monferrato inviò, il 9 ottobre 1516, dal suo castello di Carignano al Duca di Savoia Carlo III (1486-1553).
Gli Zest di Carignano scomparvero durante la prima metà del XVI secolo, ricomparvero alla metà e negli ultimi anni del XVII secolo ed al principio del XVIII secolo, quando il Piemonte poté godere di un periodo di pace. Ed è proprio in questo periodo che un confetturiere ne descrive la ricetta destinata, poi, ad arrivare fino ai giorni nostri.
Storicamente, gli Zest di Carignano sono anche menzionati nei dizionari ottocenteschi e, agli inizi del Novecento.