FUNGHI DELLE VALLATE PIEMONTESI

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Le specie di funghi raccolte variano da zona a zona e in base al periodo che indicativamente inizia verso fine aprile con le spugnole e termina verso metà novembre con gli ultimi porcini e chiodini. Tra le varie specie:

Ovulo buono - Fungo reale: polpa bianca (gialla sotto la cuticola del cappello) tenera e di sapore delicato.

Porcino chiaro: fungo presente nei boschi di faggio, abete e castagno. Si raccoglie tra la fine dell'estate e l'autunno (porcino "autunnale") e ha un ottimo profumo.

Porcino rosso: polpa bianca e soda; gambo robusto, bulboso alla base, di colore bruno-rossastro anche intenso, decorato da un reticolo a maglie fini. Cresce in boschi di aghifoglie e latifoglie.

Porcino estivo: fungo dalle pregiate caratteristiche organolettiche presente nei boschi di latifoglie. La polpa è bianca, molto cedevole nel cappello; il gambo è robusto e ingrossato alla base; di colore biancastro e ricoperto da un reticolo brunastro in rilievo.

Porcino nero: si raccoglie tra maggio e ottobre, predilige i boschi più aperti di latifoglie, quali querce e castagni. La polpa è bianca, soda e compatta e ha odore e sapore gradevoli. Diffuso alle basse quote, sotto gli 800 metri.

Chiodino: cresce in autunno inoltrato su alberi debilitati e su ceppi e radici di svariate essenze, sia di latifoglie che di conifere. Di colore molto variabile, a seconda delle radici della pianta ospite. Gambo slanciato, fibroso, ricoperto da squamette bianche o giallo tenue.

Porcinello nero. E' reperibile tra le betulle, in estate e autunno. Il cappello si presenta di colore grigio chiaro con tonalità giallastre. La polpa è di colore biancastro, tenera nel cappello e coriacea nel gambo, piuttosto lungo. Localmente è noto anche come Crava grisa o Gambetta grisa.

Porcinello rosso. Cresce tra le betulle o in boschi umidi di pioppo, in estate e autunno. È il più comune dei "porcinelli rossi", riconoscibile per il caratteristico cappello rosso-marroncino. Si deteriora rapidamente, è opportuno consumare esemplari giovani e sani. Localmente è noto anche come Crava rossa o Gambetta rossa.

Crava scura. Cresce sotto latifoglia (in particolare Quercus e Carpinus) da fine primavera all'autunno. È considerato un commestibile mediocre, perché la carne diventa presto molle, il gambo è duro e i tubuli diventano vischiosi; alla cottura e all'essiccazione diventa nerastro.

Gallinaccio. Caratteristica è la frastagliatura del bordo del cappello; il colore è giallognolo, ha una carne piuttosto croccante; è reperibile tra giugno e settembre, nei castagneti e nel bosco ceduo.

Griffone. E' un fungo dall'aspetto curioso: il cappello è costituito da numerosissimi cappelli, molto serrati nei giovani esemplari, a forma di spatola, ondulati, vellutati. Il colore è scuro. L'orlo è coperto da pori ed il peso può essere considerevole (fino a 10 kg). E' reperibile tra le radici dei castagni, tra metà agosto e fine settembre.

Lingua di brughiera. Il cappello è molto caratteristico, in quanto ha la forma di una foglia di insalata, di colore marrone nella parte superiore, giallo nella parte inferiore. Al tatto è rugoso. Cresce nei mesi di agosto e settembre, tra le stoppie dei faggeti.
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Territorio di produzione

Metodo di preparazione

Storia

Curiosità

Allegati

Itinerari

Ricetta

Tagliatelle ai funghi

Procedimento

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia e unitevi le uova, sale e, se volete, l'olio. Impastate e tirate con il mattarello una sfoglia sottile ma non troppo. Lasciatela riposare per una mezz'ora, quindi infarinatela leggermente, arrotolatela e ricavatene tagliatelle larghe mezzo centimetro.
Pulite i funghi raschiando con un coltellino il terriccio dal gambo e passando sulle cappelle uno strofinaccio morbido leggermente inumidito (non lavateli per evitare che assorbano umidità e perdano sapore). Trasferite i funghi, tagliati a tocchi, in una padella antiaderente con due o tre cucchiai di olio extravergine. Salate e portate a cottura a fuoco lento; poco prima di spegnere il fuoco, unite l'aglio e il prezzemolo tritati.
Lessate le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolatele al dente e fatele saltare in padella con i funghi, mantecando con due o tre noci di burro.
Il termine porcino è comunemente usato per indicare quattro tipologie di funghi, dalle caratteristiche simili, tutti appartenenti al genere dei boleti: Boletus edulis, B. aereus, B. reticulatus o aestivalis, B. pinophilus. Reperibili sotto piante d'alto fusto (querce, faggi, castagni), presentano un cappello convesso o piano di colore che varia tra il biancastro e il castano, superficie inferiore spugnosa e carni chiare, poco cangianti al taglio. Con il nome di prataioli sono conosciuti vari funghi, selvatici e coltivati, appartenenti al genere Psalliota (o Agaricus), che comprende anche i noti champignon: si presentano generalmente di colore biancastro-nocciola, con lamelle nella pagina inferiore di colore rosa, bruno o violaceo, gambo spesso e provvisto di anello. Le specie del genere Russula sono caratterizzate da un cappello dapprima arrotondato poi convesso, dai margini spesso irregolari, di colore molto variabile; hanno carni bianche e compatte ma piuttosto fragili. Finferlo è il termine comune che indica il Cantharellus cibarius, chiamato anche galletto, gialletto e, in Piemonte, garitola (si legge "garìtula"). La composizione del misto di funghi per il condimento, che può rappresentare anche un ottimo antipasto, varia naturalmente a seconda della disponibilità della materia prima: quello che conta è il peso complessivo.

Tempo di preparazione e cottura

Un'ora e un quarto

Ingredienti

Per 6 persone

BURRO
q.b.

FARINA DI FRUMENTO TIPO 00
mezzo chilo

FINFERLI
2 etti

FUNGHI PORCINI
3 etti

FUNGHI PRATAIOLI
3 etti

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA
2 cucchiai per la pasta + q.b. per il condimento

PREZZEMOLO
1 ciuffetto

RUSSULE
2 etti

SALE
q.b.

SPICCHI DI AGLIO
2-3

UOVA
5