CASTELMAGNO DOP

DOP

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Il Castelmagno prende il suo nome dal santuario dedicato a San Magno presente nel comune omonimo. Le origini sono antichissime: le prime forme furono prodotte già nel XII secolo e il primo documento ufficiale che registra la sua esistenza è una sentenza arbitrale in cui il Comune di Castelmagno sconfitto dovette pagare in natura, come canone annuo, forme di formaggio al marchese di Saluzzo.
Si tratta di un formaggio pressato a pasta semidura di latte vaccino crudo (tipi genetici Barà Pustertaler, Bruna, Pezzata Rossa d'Oropa, Pezzata Rossa, Montbeliard, Grigio Alpina, Piemontese, Valdostana e loro incroci alimentate con almeno il 30% di foraggi freschi o affienati al fine di tutelare il legame con il territorio), con eventuali aggiunte di latte ovino e/o caprino in percentuale da un minimo del 5 ad un massimo del 20 %.
E' prodotto al di sopra dei 600 metri sul livello del mare e reca quindi in etichetta la dicitura "Prodotto della Montagna". Solo quando la produzione e la caseificazione avvengono al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare e il latte è proveniente esclusivamente da
vacche, capre e pecore alimentate al pascolo con almeno il 90 % di flora locale nel periodo compreso tra l'inizio di maggio e la fine di ottobre, viene riportata in etichetta la dicitura "di Alpeggio".
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Territorio di produzione

Caratteristiche

Metodo di preparazione

Curiosità

Etichettatura

Registrazione comunitaria

Associazioni e consorzi

Organismo di controllo

Produttori Certificati

Itinerari

Ricetta

Gnocchi al castelmagno

Procedimento

Pelate e lessate le patate. Schiacciatele o passatele con il passaverdura, creando una fontanella; mettete all'interno uova, sale e farina. Lavorare il tutto fino a ottenere un impasto morbido e ricavate da piccole porzioni di pasta dei salamini, che taglierete in pezzi lunghi circa un centimetro e mezzo. Passateli sopra i rebbi di una forchetta per sagomarli in modo che raccolgano meglio il condimento.
Fate bollire il latte e unite il castelmagno sbriciolato a pezzi, lasciando riposare il composto, mentre sciogliete il burro, aggiungendo poi la farina e il sale. Quando il tutto sarà ben sciolto, unite il latte e il formaggio, mescolando per amalgamare i diversi ingredienti.
Tuffate gli gnocchi in abbondante acqua salata - sono pronti quando risalgono a galla -, condite e servite.
Il Castelmagno è un formaggio Dop erborinato (ma oggi lo si trova perlopiù a pasta bianca) che si produce fin dal XIII secolo nell'omonimo comune e in quelli di Pradleves e Monterosso Grana, con latte vaccino e minime aggiunte di latte ovino e caprino, e che stagiona in ambiente naturale per almeno quattro mesi. Per il castelmagno d'alpeggio, tutelato dal Presidio Slow Food e realizzato, da giugno a settembre, in malghe a oltre 1600 metri di altezza, non sono usati fermenti e il latte proviene da due mungiture di vacche allevate allo stato brado.

Tempo di preparazione e cottura

Un'ora e mezza

Ingredienti

Per 4 persone

BURRO
mezzo etto

CASTELMAGNO
2 etti

FARINA DI FRUMENTO
150 grammi

FARINA DI FRUMENTO TIPO 0
1 cucchiaino (per il condimento)

LATTE
mezzo bicchiere

SALE
1 pizzico

TUORLO
1