Valle Po E Monte Bracco

Alle pendici del Re di Pietra dove nasce il fiume Po

L'ambito Valle Po e Monte Bracco coincide con l'alto bacino del fiume Po, dalle sorgenti nei pressi del massiccio del Monviso fino allo sbocco in pianura, oltre Paesana. La morfologia è varia, con alternanza di alcuni elementi strutturali: la parte più elevata in quota, dove domina il paesaggio alto-alpino del massiccio del Monviso lungo la cresta spartiacque alpina transfrontaliera, ricco di pareti rocciose, pietraie e segni passati e attuali del glacialismo; la parte centrale, con elemento strutturale portante costituito dal rilievo alpino vallivo comprendente gli alti, i medi e i bassi versanti; la porzione più nord-orientale, dove si trovano i rilievi a pendenze ridotte con presenza di residuali superfici ad uso agrario e la parte centro-orientale nella quale si riscontrano superfici pseudo-pianeggianti derivanti da alluvioni e conoidi recenti e medio-antichi.

IL PAESAGGIO AGRARIO E RURALE

Il fondovalle è coltivato con mosaico a seminativo alternato a parti a sfalcio e frutteti. Proprio l’impianto dei nuovi cultivar ha modificato in tempi recenti l’aspetto del paesaggio rurale tradizionale: gli impianti in filari a spalliera  con le reti antigrandine, infatti, hanno sostituito gli alberi da frutta tradizionali.

DA SEGNALARE

  • il sistema stradale storico principale della valle Po, contornato dal Monte Bracco e dalle pendici della Valle Bronda. E’ l’antico asse storico che attraversando la valle portava alla punta del Monviso e al colle delle Traversette e al Buco di Viso;
  • il sistema stradale secondario che costeggiando il Montebracco unisce Barge con Paesana attraverso il valico della Colletta;
  • l’area del Montebracco con attività estrattiva in corso di quarzite. Tracce di archeologia industriale nell’area estrattiva (Piana delle Cave), incisioni rupestri, architettura rurale e tradizionale (Barme di Barge e Balma Boves), architettura religiosa (Certosa-Trappa di Mombracco e Monastero cistercense di Santa Maria della Stella di Rifreddo);
  • la Collina di Revello, già occupata dal sistema fortificatorio saluzzese (tracce archeologiche), punto ad elevata valenza paesistica e panoramica, in prossimità del centro storico di Revello;
  • il sistema di insediamento montano delle borgate alpine di Ostana, Oncino e Calcinere, con edilizia tradizionale, percorsi di legamento e tracce delle colture storiche;
  • il monastero cistercense di Rifreddo;
  • il paesaggio monastico e religioso medievale: monastero cistercense di Rifreddo sul Montebracco, certosa del Montebracco, monastero femminile e Collegiata di Revello, santuario di San Chiaffredo;
  • gli insediamenti delle Balme ipogee (Balma Boves);
  • le antiche cave marmo Paesana-Calcinere;
  • conca del Pian del Re e della Regina con il bacino delle acque del Po;
  • area del Mombracco con pertinenze storiche, archeologiche, naturalistiche, produttive;
  • punta Ostanetta e la conca delle borgate Serre;
  • costa del Vallone, Pian Paladin a Oncino;
  • insediamenti di Calcinere, Ghisola e Pratoguglielmo.

PUNTI DI OSSERVAZIONE DEL PAESAGGIO

Comune

Luogo

Punto di osservazione

Tipo veduta

Oggetto della veduta

 

 

Ostana

 

 

Borgata Serre

 

 

Borgata Serre

 

 

Fulcro visivo

 

 

 

Monviso

 

 

 

Santfront

 

 

 

Balma Boves

 

Balma Boves

 

Panorama urbano, fondale

 

Valle Po, insediamenti di Santfront e Paesana

 

 


 

Punti di osservazione privilegiati individuati nell’ambito del progetto PAYS.DOC “Buone Pratiche per il Paesaggio” di creazione di un Osservatorio  virtuale del paesaggio mediterraneo.

GLI INSEDIAMENTI

Nella bassa valle gli abitati di Paesana, Sanfront, Rifreddo e Gambasca sono organizzati in borgate, disposte tra il fondovalle e le prime pendici dei versanti montani. Gli insediamenti si sono sviluppati in modo lineare lungo la direttrice di fondovalle, disposti in modo alternato sui due versanti. L’orografia della valle tende a restringersi a monte di Paesana, diventando ripida e chiusa nei comuni di Ostana, Oncino e Crissolo, fino ad arrivare al Pian del Re, ai piedi del Monviso, dove si trovano le sorgenti del fiume Po. Nell’alta valle si conservano ancora diversi abitati sparsi, piccole frazioni di rilevante testimonianza storica, con caratteristiche costruttive montane.

La valle Po è uno degli assi storici commerciali di attraversamento transalpino: di antico tracciato, meno frequentata nel medioevo rispetto alla valle Varaita, permetteva di collegare Saluzzo con Chateau Queyras, attraverso la strada che passava da Revello, Sanfront e Paesana dove si univa a quella che risaliva da Barge, garantendo il collegamento con il pinerolese e i domini sabaudi. Nel 1460 la decisione di Ludovico I, marchese di Saluzzo, di aprire un collegamento diretto attraverso il Monviso (il Buco di Viso), diede un notevole impulso ai commerci e alla viabilità.

Il tratto di valle, che comprende gli insediamenti tra Paesana e Revello, era caratterizzato da castelli e da strutture di difesa ancora riconoscibili, mentre l’alta valle, morfologicamente poco accessibile e stretta, si difendeva naturalmente. La valle, parte integrante del marchesato di Saluzzo, era affidata a signorie locali, alla cui committenza sono riferibili edifici di rilevanza territoriale: così i Saluzzo Castellar (poi Paesana) erano proprietari nell’alta vallata dei castelli di Crissolo, Oncino, Ostana, mentre nella bassa valle Po e Bronda possedevano le fortificazioni di Sanfront, Martiniana e Brondello. L’asse strategico che seguiva il percorso segnato dal fiume Po si concludeva con il castello di Revello, proprietà dei marchesi di Saluzzo, possente sistema difensivo, oggetto di un assedio decisivo che ne causò la distruzione durante la guerra sabauda del 1640.

Il Montebracco è suddiviso tra i comuni di Barge, Paesana, Sanfront, Rifreddo, Revello, Envie. Sul Montebracco si conservano ancora diversi abitati sparsi, piccole frazioni di rilevante testimonianza storica, a alcuni esempi significativi di architettura rurale ipogea (Balma Boves).

Per salvaguardare le peculiarità di quest’area i comuni hanno costituito l’associazione del Paesaggio Storico del Montebracco. 
 

CARATTERISTICHE NATURALI

La parte più occidentale dell’ambito è dominata dal massiccio del Monviso con i suoi 3.840 metri di quota massima, che si eleva di quasi 300 metri di dislivello rispetto a qualsiasi altra cima alpina a confine con la Francia e di circa 500 metri rispetto a quelle circostanti. Si tratta di versanti molto pendenti e pareti di roccia con sottostanti ampie scariche detritiche in alternanza a morfologie tipicamente glaciali meno acclivi, poste attorno ai 3.000 metri di quota. Qui il suolo è per la maggior parte assente, come la copertura vegetale che si sviluppa solo su limitate aree a prateria rupicola, utilizzate in larga misura dagli ungulati selvatici.

La parte centrale della valle, compresa tra i 1.000 e i 2.500 metri di quota, comprende versanti relativamente poco pendenti e leggermente incisi, caratterizzati da una discreta stabilità superficiale alternati a versanti solcati da incisioni fortemente pronunciate che hanno portato alla formazione di una continua successione di versanti, creste e piccole valli che tagliano trasversalmente il versante principale. Notevoli sono i ripiani glaciali di Pian del Re, Pian della Regina (Crissolo) e di Meire Bigorie (Oncino). Le litologie sono qui prevalentemente silicatiche (micascisti, gneiss minuti e gneiss ghiandoni). In tali aree il bosco risulta prevalente, con maggiore presenza per gli acero frassineti e le boscaglie di invasione: tale zone fino al 1800 erano luogo di intenso transito con la Francia (Via del Sale, Buco del Viso) e gli insediamenti lungo la valle avevano portato al sovrasfruttamento e spesso all’eliminazione di qualsiasi formazione forestale per far posto al pascolo. Emblematico il toponimo di Pian Melzè (dal francese e patois, larice) in cui l’unico nucleo di larice è di impianto relativamente recente. Solo agli inizi del 1900 si è cominciato a costituire formazioni forestali, con impianti di larice, che in alcuni casi conservano ancora le forme antropiche. Più a valle sono dominanti i castagneti a ceduo, con alcune zone di faggio, sempre a ceduo. Oltre i 1800-2000 metri sono molto frequenti aree a pascolo in parte invase dagli arbusti (ontano verde).

La terza parte, ridotta per estensione, compresa tra i 600 e gli 800 metri di quota, è costituita dai rilievi posti a cavallo tra la valle Po e il colletto di Barge (Cn). Qui i suoli più profondi ed evoluti consentono un maggiore sviluppo dei boschi, in particolare di castagno (anche castagneti da frutto) ma anche un utilizzo agricolo con prati periodicamente sfalciati.

La quarta ed ultima parte, compresa tra i 400 e i 700 metri di quota, è costituita dal fondovalle del Po, con i terrazzi alluvionali e le conoidi che lo perimetrano. Qui i suoli alluvionali, ascrivibili alla terza o quarta classe di capacità d’uso del suolo, attualmente utilizzati per praticoltura e agricoltura marginale che diversifica e valorizza la percezione del paesaggio della bassa valle.

Di particolare interesse alcuni aspetti naturalistici:

  • l’area montana e alpina è contraddistinta dalla presenza del massiccio del Monviso caratterizzato da una morfologia tipica degli ambienti glaciali; in realtà la cima risulta meno visibile ed imponente dall’alta valle che non dal fondovalle e dal resto del Piemonte;
  • presso “Pian del Re” vi sono le sorgenti del fiume Po; la ricchezza d'acqua e la morfologia del suolo hanno dato origine, in prossimità di tali sorgenti, ad una torbiera; si tratta di un habitat di particolare interesse botanico, dove è presente una ricca varietà di specie, tra cui spiccano relitti di flora glaciale approdati in queste zone più di duecentomila anni fa quali, come ad esempio lo Juncus triglumis ed il Trichophorum Pumilium;
  • la fascia fluviale del Po e tutta la testata della valle sono compresi nel “parco del Po – tratto cuneese” e costituiscono parte del SIC “gruppo del M.Viso e Bosco dell’Alevè”. In tali aree è da segnalare la presenza di ambienti forestali fluviali di alta e media quota e ambienti alpini di valore, sia paesaggistico che naturalistico, come ad esempio gli acero-frassineti di forra (habitat prioritario dell’Unione Europea) nel vallone di Oncino;
  •  il Pian del Re (così soprannominato per l'accampamento in questo luogo di truppe francesi, agli ordini di Ludovico XII, re di Provenza nel 1500 circa), costituisce un ripiano glaciale di notevole valore; da qui, risalendo per il colle delle Traversette, si giunge alla galleria denominata "Buco del Viso". Quest'opera venne realizzata nel 1476, per permettere il commercio tra il Marchesato di Saluzzo e la Francia;
  • a Crissolo, in una fascia di calcari si aprono le grotte di Rio Martino (SIC per i chirotteri) e del Buco di Valenza, importanti siti di speleologia.

Mappa

Ricetta

Polenta di patate con acciughe

Per 6 persone: Pelate i tuberi, lessateli in acqua salata e passateli nello schiacciapatate. Mettete il burro nel paiolo e, una volta sciolto, versate la farina di mais, mescolando in continuazione....

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Ricette tipiche del territorio piemontese

Bibliografia utilizzata

Le località

  • BRONDELLO
  • CRISSOLO
  • GAMBASCA
  • MARTINIANA PO
  • ONCINO
  • OSTANA
  • PAESANA
  • REVELLO
  • RIFREDDO
  • SANFRONT