Ortofrutta e cereali

PESCHE DI CANALE

Le varietà locali di Pesche di Canale presentano frutti di modesta pezzatura. La buccia è spessa, molto tomentosa e scarsamente colorata; la polpa, spiccagnola e soda, è generalmente bianca con frequenti venature di rosso e presenta un intenso aroma amarognolo.
Nel corso del tempo, sono state selezionate e diffuse numerose cultivar, con caratteristiche organolettiche superiori, quali: S. Anna, S. Michele, Beica Bin (in italiano, guarda bene), Prete, Giallo del Poret, Badoglio, Begnin, Botto, Lenin, Repubblica, Tabalet.

territorio di produzione

Tradizionalmente le Pesche di Canale sono coltivate sia a Canale sia nelle zone limitrofe del Roero in provincia di Cuneo.

come si fa

Costituiscono un gruppo varietale assai eterogeneo ma caratterizzato da alcuni tratti in comune come la rusticità, ossia l'adattamento a terreni asciutti, poveri e spesso ricchi in calcare e la buona resistenza ai più comuni parassiti. Prevalgono gli impianti a vaso, che facilitano la raccolta e le operazioni colturali da terra. Le distanze di impianto variano a seconda del vigore della varietà, o meglio della combinazione cultivar/portinnesto, e della forma di allevamento. La potatura viene eseguita sia in inverno (su piante in riposo vegetativo) sia a inizio primavera (con la ripresa vegetativa). E' finalizzata a equilibrare il carico produttivo e migliorare la qualità del frutto. In particolare la potatura primaverile è fondamentale per evitare l'impoverimento della porzione inferiore della pianta. Si effettua in genere in due passaggi, il primo a inizio giugno, il secondo a fine estate, dopo la raccolta. Per la fertilizzazione si ricorre a sostanza organica, integrata da apporti minerali commisurati ai fabbisogni della coltura.

un po' di storia

La coltivazione del pesco, nell'area di Canale, prende avvio con le prime sperimentazioni condotte nella seconda metà del XIX secolo. Nel 1885, ad opera di un avvocato, furono sperimentate in coltura specializzata alcune varietà americane e si diede vita, così, al primo esempio piemontese di frutticoltura specializzata di tipo industriale.

curiosità e istruzioni per l'uso

È curioso apprendere che nella prima metà del '700 fu introdotto il divieto di asportare i fiori del pesco dalle altrui proprietà; usanza quanto mai diffusa per via dell'interessante contenuto di acido cianidrico molto utilizzato nella farmacopea e nella medicina popolare. Le Pesche di Canale presentano una rapida evoluzione della maturazione; il frutto è delicato e poco serbevole. Il tempo di permanenza presso i centri di condizionamento è quindi breve.
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PESCHE DI CANALE

Certificazione

I "prodotti tradizionali" sono quelli le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultano consolidate nel tempo  e sono praticate sul proprio territorio in maniera omogenea e secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni.

Questi prodotti, che possono essere oggetto di valorizzazione e di deroghe riguardanti l'igiene degli alimenti consentite dalla regolamentazione comunitaria, vengono individuati dalle Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano che ne accertano i requisiti e comunicano annualmente al Ministero per le politiche agricole il proprio elenco dei prodotti agroalimentari definiti "tradizionali", al fine della pubblicazione dell'elenco nazionale.

L'inserimento di un prodotto nel predetto elenco nazionale non è costitutivo di diritti conseguenti alla pubblicazione e l'eventuale riferimento al nome geografico non costituisce riconoscimento di origine o provenienza del prodotto dal territorio stesso (come per le produzioni a denominazione di origine). 
Il nome di ciascun prodotto però, o il suo eventuale sinonimo o termine dialettale, a decorrere dalla data di pubblicazione dell'elenco nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, non può costituire oggetto di deposito o di richiesta di registrazione, ai sensi della vigente normativa comunitaria e nazionale sulla proprietà intellettuale e industriale.

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