Biodiversità agraria

Per biodiversità si intende l'insieme di tutte le forme viventi geneticamente diverse e degli ecosistemi ad esse correlati. Quindi biodiversità implica tutta la variabilità biologica di geni, specie, habitat ed ecosistemi che esistono in un determinato territorio.

 

La biodiversità agraria rappresenta un sotto-insieme della biodiversità naturale ed è l'insieme delle varietà delle piante e delle razze animali presenti in natura e selezionate nei secoli dall’uomo che vengono utilizzate a scopi alimentari o ornamentali.


Ormai molte delle razze animali e varietà vegetali tradizionali non sono più allevate o coltivate nell'agricoltura moderna perché sostituite da altre più produttive e redditizie, spesso provenienti da regioni lontane. Ciò tuttavia comporta una serie di svantaggi tra cui:

  • vulnerabilità maggiore a cambiamenti climatici o nuove avversità che possono indurre a crisi produttive di ampia portata (ad es. se è coltivato un solo clone di grano e compare un’avversità cui è suscettibile e per la quale non esistono rimedi immediati, la totalità della produzione viene compromessa);
  • in generale, necessità di maggiori apporti quali fertilizzanti, fitofarmaci, acqua o strutture di protezione che renderli produttivi ed adattarli alle condizioni locali.

 

Viceversa una maggior varietà di razze animali e varietà vegetali rende meno vulnerabile la produzione zootecnica e agricola a cambiamenti climatici e nuove avversità perché la biodiversità garantisce di norma una diversa suscettibilità a questi eventi delle diverse razze o varietà. Ci saranno sempre delle razze o delle varietà che resistono all’evento e consentono la ripresa delle produzioni. Le razze e le varietà locali, infatti, sono in genere meglio adattate all’ambiente locale e inoltre necessitano di meno apporti esterni, fattori che diventano determinanti ad esempio in aree marginali

E' necessario quindi innanzitutto mantenere un'agricoltura tradizionale per contribuire a conservare la variabilità genetica e quindi mantenere varietà vegetali e razze animali locali, magari meno produttive ma spesso di qualità più elevata consentendo agli allevatori ed agricoltori di garantire ai consumatori la presenza di un’elevata gamma di prodotti.


Il mantenimento di questo patrimonio genetico consente inoltre alla società di mantenere una biodiversità genetica anche a scopi scientifici. Non dimentichiamo che molte cure mediche derivano da specie vegetali e animali talvolta ritenute sino ad allora “insignificanti” oppure che le cosiddette razze o varietà moderne non sono altro che una collezione dei caratteri migliori di diverse razze e varietà tradizionali che potrebbero ancora costituire fonte di miglioramento delle razze e varietà economicamente più redditizie.


La Regione Piemonte è particolarmente ricca di biodiversità, con le sue razze bovine, ovine, i suoi polli e galline autoctone e molteplici varietà locali di cereali, fiori, frutta, ortaggi e vite ed ha sviluppato negli anni numerosi progetti per la salvaguardia della diversità genetica anche al fine di reintrodurre nel ciclo agricolo alcune varietà o razze a rischio di abbandono.



 

Biodiversità Animale

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La Regione Piemonte è particolarmente ricca di biodiversità animale, con le sue razze bovine, ovine, i suoi polli e galline autoctone e negli ultimi vent'anni ha sostenuto, conservato e tutelato la biodiversità agraria piemontese intesa anche come risorsa per un utilizzo a fini produttivi e di miglioramento genetico.

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Biodiversità Vegetale

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La Regione Piemonte è particolarmente ricca di biodiversità vegetale con le sue antiche varietà di cereali, fiori, frutta, ortaggi e vite e negli ultimi vent'anni ha sostenuto, conservato e tutelato la biodiversità agraria piemontese intesa anche come risorsa per un utilizzo a fini produttivi e di miglioramento genetico.

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